Il Mistero Cousteau: recensione su Il Salotto Letterario

Martedì, 08 ottobre 2019

Di seguito la recensione de “Il Mistero Cousteau” pubblicata su Il Salotto Letterario di Caterina Franciosi. Potete leggere l’articolo originale QUI.

Il sole appena nato infiammava la linea dell’orizzonte che separava il cielo dall’oceano Indiano. La natura era in pace. Tutto era immobile. Come in una fotografia. Fauci mostruose, di un essere antico e primordiale, tagliarono il velo cristallino della superficie dell’acqua. Era la prora in legno di un dhow. Imbarcazioni di origine antichissima, utilizzate nell’oceano Indiano e nel Mar Rosso. Viaggiavano stracarichi immersi fino alle falchette, i bordi superiori dello scafo, a cui erano state aggiunte delle protezioni di stuoie. Le cime di dura canapa, il fasciame connesso tramite legature in fibra di cocco e impermeabilizzato con diverse mani di olio di pescecane e resina. Prora e poppa slanciate in modo da sfruttare al massimo la spinta del vento che gonfiava le tre vele latine triangolari in pesantissimo cotone grezzo che si alzavano da altrettanti alberi inclinati di trenta gradi verso poppa. A prora, sopra le fauci animalesche incise nel legno, si notava il simbolo di un occhio. Emblema diffuso da sempre, e ovunque, sulle imbarcazioni a vela. Nel caso di un dhow, si trattava dell’occhio di un cammello, a ricordare il cammello inviato da Allah all’antica tribù di Thamud, la quale non riconoscendone la provenienza divina, lo uccise. E ne fu ovviamente punita.

Qualcosa di misterioso e letale si aggira per i fondali marini e l’oceano si tinge di rosso, del sangue della strage. La dottoressa Nicole Devenue viene inviata a far luce sul mistero e la sua strada si incrocia con quella del capitano Jacques-Yves Cousteau e dei tre biologi marini da lui arruolati, Philippe Sauntiere, Sarah Hooper e Erik Hegler. A bordo della leggendaria Calypso, Cousteau è sulle tracce del leggendario Architeuthis, meglio conosciuto come Calamaro Gigante. Le indagini li porteranno però a percorrere vie inaspettate e sconosciute e costringeranno la dottoressa Devenue e il capitano Cousteau a fare i conti con il loro passato e con segreti che credevano di aver insabbiato per sempre.

Il Mistero Cousteau, primo romanzo dell’autore Giovanni Lorecchio, sembra voler omaggiare le avventure di Dirk Pitt, l’eroe della NUMA dello scrittore americano Clive Cussler. I paradisi tropicali, la narrazione dal ritmo serrato e pericolosi misteri sono solo alcune delle caratteristiche di questo libro. All’interno troviamo infatti anche temi ecologici straordinariamente attuali, così come particolarmente apprezzabili sono gli excursus storici e scientifici e la cura dei dettagli dimostrata dall’autore. Sebbene si tratti di un’opera di fantasia, grazie alla passione di Giovanni Lorecchio per il mare e per il personaggio di Jacques-Yves Cousteau, il lettore ha davvero la sensazione di trovarsi a bordo della Calypso, la nave da ricerca oceanografica realmente esistita e che viene riportata nel romanzo. Lo stesso capitano Cousteau è reale e insieme a Emile Gagnan, nel 1943, è stato l’inventore delle prime attrezzature per lo Scuba diving. Si viene così a creare un connubio ideale tra fiction e realtà, tra scienza e fantascienza. Con il suo stile fluido e coinvolgente, l’autore mette il lettore davanti ad una realtà certamente fittizia ma non per questo meno scomoda, costringendoci a ricordare che le azioni dell’uomo non necessariamente rimangono impunite. Anche i personaggi, ben caratterizzati lungo tutto l’arco narrativo, e la rapida successione degli eventi concorrono a rendere la storia coinvolgente e adrenalinica, emozionando i lettori che, pagina dopo pagina, si sentono parte dell’equipaggio e, proprio come i protagonisti, sono ansiosi di scoprire cosa si cela sotto la superficie del mare. Il ritmo serrato quasi non permette di abbandonare la lettura, sia grazie ai numerosi cliffhanger tra un capitolo e l’altro, sia grazie alla forza e alla determinazione dei personaggi (il capitano Cousteau in primis) che, nonostante le avversità e la consapevolezza di stare affrontando qualcosa di molto più grande e potente di loro, non si danno per vinti in nome di ideali come giustizia, lealtà e onore.  Se siete appassionati di film come The Abyss di James Cameron o romanzi come Il quinto giorno di Frank Schätzing, allora Il mistero Cousteau è una lettura di cui potrete apprezzare ogni aspetto e sfumatura.