Tobia Loriga e la nobile arte del non arrendersi mai

Sabato, 05 ottobre 2019

Sono le 20:30 quando entro nel palazzetto dello sport e prendo posto, insieme al mio collega e amico Aldo, a bordo ring. Il Palamilone di Crotone questa sera ospita l’incontro pugilistico valevole per il titolo di Campione Italiano dei pesi welter. Sul ring, il campione Emanuele Cavallucci difende la cintura contro il nostro Tobia Loriga, lo squalo rossoblu che, a 42 anni e 7 mesi, di abbassare la testa (e i guantoni) non ne vuole proprio sapere. Alle 21:30, dopo un’attesa che iniziava a diventare insopportabile, finalmente si parte. Si spengono le luci, parte la musica e il giovane campione fa ingresso, fiero del suo titolo che lo precede portato in alto da un suo collaboratore. La mia città si fa subito sentire. Il Palamilone si trasforma in un fischio che accompagna Cavallucci fino alla sua salita sul quadrato di combattimento. “Quella cintura questa sera rimane a Crotone”, dico ad Aldo. Perchè, oltre alla capacità di praticare la nobile arte, a Tobia riconosco un’amore smisurato per la città. E la città, ieri sera c’era. Eravamo lì. Si placano i fischi, è il momento dello sfidante, è il momento dello squalo che torna a nuotare nel suo oceano. Tobia entra. Corsetta leggera, sguardo nascosto dal capuccio rossoblu e testa alta. Il Palamilone si infiamma. Crotone si fa sentire e Tobia la sente.

Parte il match. Sul ring due veri guerrieri. C’è uno studio di pochi secondi, poi iniziano gli affondi, da una parte e dall’altra. Tobia riceve un colpo che gli procura un taglio sull’arcata sopracigliare sinistra che lui sembra nemmeno sentire. Porta Cavallucci vicino alle corde, colpo sullo stomaco e una combinazione che prima spezza la guardia avversaria e poi arriva a segno, in alto, sulla testa. I primi tre minuti del primo round passano veloci, quasi quanto le combinazioni messe a segno dallo squalo. “42 anni?”, chiedo ad Aldo, anche conoscendo perfettamente la risposta. “42 anni e sette mesi”, mi risponde lui, come per dire “incredibile”.

L’incontro dal secondo round in poi diventa bellissimo, avvincente, con Tobia che con schivate veloci continua a mandare a vuoto Cavallucci che però, in più di un’occasione va a segno, e ci va forte. Tobia ricambia con la stessa moneta, ma il campione trentunenne fa sua seconda e terza frazione. Ma dal quinto round, lo squalo emerge dall’abisso. Tobia esplode ganci corti, continuando a sfidare il campione nella corta e breve distanza. “Qui comando io, questo è il mio oceano” dice con lo sguardo a Cavallucci, mentre il suo oceano, la sua città, si fa sentire in ogni secondo. Alla fine della battaglia, alla fine del decimo round il verdetto dei giudici è 94-92; 94-92; 95-95. Decisione non unanime che consegna la vittoria allo squalo rossoblu, che alza in alto la cintura di Campione Italiano dei pesi welter, nella sua città e nel ricordo di suo padre, Salvatore Loriga a cui Tobia aveva promesso di riportare il titolo a Crotone. E l’ha fatto. Tobia ha mantenuto la promessa e ha dimostrato ancora una volta che con spirito di sacrificio, lealtà e coraggio niente è impossibile. Nemmeno riprendersi il titolo di campione italiano a 42 anni.

Onore a Emanuele Cavallucci, ma non si sfida lo squalo nel suo oceano. Forza Tobia e forza Crotone sempre!